ven
5
giu
2026

Leoni (CIMO-FESMED) su natalità e punti parto - Corriere del Veneto (articolo di Matteo Marcon)


Castelfranco Veneto - La mappa della natalità in Veneto continua a restringersi e i nodi sono arrivati al pettine anche per la rete dei punti nascita sul territorio. Il piano di razionalizzazione regionale, che prevede da tempo il taglio delle strutture che non raggiungono la soglia dei 500 parti all’anno, previsto da una legge nazionale che risale a più di 10 anni fa, è stato pubblicato sul BUR questa settimana innescando un acceso dibattito.

Giovanni Leoni, Presidente della Federazione CIMO-FESMED, ricorda che un reparto nascite necessita anche di molte professionalità collegate, dall’anestesista, fino al pediatra-neonatologo, che devono essere presenti in loco o reperibili h24 per garantire la massima sicurezza sia della madre che del neonato in caso di complicazioni improvvise. Ed è da qui che nasce la soglia di legge: «I parametri numerici che utilizziamo oggi sono stati identificati anni fa da agenzie e società scientifiche proprio su basi epidemiologiche e organizzative – fa notare Leoni – Più che il numero in sé, il problema è il mantenimento della routine del personale. Esistono deroghe storiche legate alle difficoltà dei trasporti, come i 100 parti ad Asiago, ma la regola generale risponde a una logica di tutela della salute». E poi ci sono ancora la fuga  dei medici verso il privato (ultimo caso eclatante il primario di ginecologia del Ca’ Foncello Enrico Busato passato al privato) e la scarsa vocazione dei nuovi entranti per i settori che comportano interventi d’urgenza: «Le deroghe si possono sempre concedere ma le scelte politiche – conclude Leoni – ormai sono guidate dallo scarso investimento nella sanità».

In allegato l'articolo completo.

 
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